Alla ricerca del Punto G

Ridefiniamo il piacere: che cos’è il Punto G? Esiste davvero? 

Dove si trova e a cosa serve, esattamente? È presente sia nelle donne che negli uomini? Se siete curiosi di scoprire la risposta a queste e a molte altre domande, continuate a leggere questo articolo dedicato all’esplorazione del famigerato Punto G.

Che cos'è il Punto G?

Il Punto G, conosciuto anche come il Punto Gräfenberg dal nome del ginecologo tedesco che lo descrisse per primo, è una zona erogena della vagina che, quando viene stimolata, può provocare un forte eccitamento sessuale, orgasmi più potenti e anche all’eiaculazione femminile, conosciuta anche con il nome di squirting.

Dove si trova?

È una zona spugnosa che si trova nella parte anteriore della vagina, a circa 5-8 cm dall’apertura. In pratica, è un punto che interessa clitoride, uretra e vagina contemporaneamente. Ancora più in pratica, potrete trovarlo da sole, inserendo un dito all’interno della vagina; tra l’osso pubico e la vescica troverete un piccolo avvallamento, dove la mucosa è più rugosa e compatta. Nonostante il Punto G sia diverso per ogni donna, così come il modo di stimolarlo, si tratta sempre della stessa area. A questo punto, una volta trovato il Punto G, non vi resta che divertirvi a sperimentare.

Come sperimentare, esattamente?

Nonostante, come già detto, ogni donna abbia una sua sensibilità riguardo questo particolare punto, ci sono dei consigli validi per tutti, che vanno sempre tenuti a mente. Il Punto G si gonfia man mano che ci si eccita e, per eccitarsi, è consigliabile partire dalla clitoride. Più ci si eccita, più il Punto G diventa sensibile, più sarà facile da raggiungere e stimolare.

Cosa ne pensa la scienza?

La scienza studia il Punto G dal 1940. Nonostante siano passati parecchi anni, durante i quali sono state effettuate alcune ricerche a riguardo, i pareri sulla stessa esistenza del Punto G restano contrastanti. Alcuni studiosi negano che esista un punto in cui viene concentrato il piacere femminile, altri invece confermano che il Punto G è una zona precisa della vagina che, se stimolata, porta senza dubbio ad avere orgasmi più intensi. Purtroppo, molte delle opinioni a riguardo, siano esse colte o meno, sono influenzate da una perenne ignoranza sugli organi genitali femminili, che vengono studiati molto meno rispetto a quelli maschili; tuttavia, dalle ricerche a nostra disposizione, condotte non solo “in laboratorio” ma anche “sul campo”, si può trarre la seguente conclusione: come già accennato precedentemente in questo articolo, il Punto G esiste, ma non ha lo stesso effetto su tutte le donne.
Si arrivò a questa conclusione inizialmente grazie agli studi su 400 donne di Alice Ladas, Beverly Whipple e John Perry, condotti nel 1980. In breve, le loro ricerche confermarono i seguenti punti:

  • Il Punto G esiste, ed è un luogo nella parte anteriore della vagina a 5 cm dall’apertura che, se stimolato, è estremamente sensibile.
  • Il Punto in questione è stato trovato in tutte le 400 donne coinvolte nella ricerca.
  • Il Punto G, stimolato nel modo giusto, si gonfia e porta all’orgasmo la maggior parte delle donne.
  • In molti orgasmi è stato riscontrato un liquido, ovvero quello dell’eiaculazione femminile.

Quest’ultimo punto è molto importante, poiché a quei tempi molte donne e rispettivi partner credevano si trattasse di urine. Anche per questo sciocco motivo, il Punto G, l’eiaculazione femminile e, in generale, il piacere delle donne sono stati trattati come una specie di tabù. Al giorno d’oggi è importante non demonizzare esperienze del genere, che fanno parte della natura della donna tanto quanto quella dell’uomo; il sesso è un’esperienza piacevole solo se tutti i partecipanti provano piacere!

Il Punto G maschile, ovvero il Punto L

Sì, anche gli uomini hanno una zona erogena simile al Punto G delle donne; viene chiamata “Punto L” o “massaggio prostatico”, tecnica usata per stimolare la zona interessata.
Il Punto L si trova nei pressi della prostata, a 6-8 centimetri dall’apertura anale, sotto la vescica.
Per stimolare questo punto avrete tre possibilità: potrete farlo dall’interno, arrivando al Punto attraverso l’ano; premerlo dall’esterno, a livello del perineo; stimolarlo tramite sesso orale.
Ebbene sì, la zona più erogena del corpo maschile si trova proprio nel loro ano. Mettete da parte i pregiudizi: questo non significa che dobbiate per forza cominciare a far sesso esclusivamente con uomini, né che siate diventati improvvisamente meno virili, né nulla delle preoccupazioni sciocche che ci vietano di provare piacere al 100%. Significa solo che è ora di scoprire come funziona effettivamente il nostro corpo, di sperimentare, di provare piacere in totale rilassatezza con chiunque vogliate portarvi a letto.
Per stimolare il Punto L dall’interno, quindi, potrete infilare un dito nell’ano a circa 5 cm di profondità, premendo in direzione del pube, con il palmo della mano in direzione dello scroto. Troverete una zona di consistenza diversa; si tratta della prostata. Ve ne accorgerete perché, improvvisamente, l’uomo proverà più piacere. Dovrete quindi procedere massaggiando la zona con la punta del dito, sbizzarrendovi con la velocità, aumentando quest’ultima durante l’eiaculazione per un orgasmo più intenso e piacevole. Ovviamente, quest’azione può essere effettuata anche durante il rapporto sessuale, il sesso orale o la masturbazione.
Se, prima di avventurarvi nell’esplorazione diretta del vostro maggior punto di piacere, volete provare a tastare il terreno (letteralmente), potrete servirvi della tecnica del massaggio del perineo o del sesso orale con aspirazione ritmica.
Il massaggio del perineo consiste nel premere sulla zona tra la radice dello scroto e l’ano, appunto il perineo. Per quanto riguarda il sesso orale, dovrete praticare un’aspirazione ritmica della punta del pene, ovvero il glande, che stimolerà l’uretra ed indirettamente anche la prostata.

Prima di lasciarvi all’esplorazione del vostro corpo e di quello dei partner, vorrei fare una precisazione. È raro, ma non impossibile, che non riusciate a provare piacere con i metodi descritti. Il Punto G e il Punto L esistono, ma la loro esistenza non comporta necessariamente che siano le uniche zone che, se stimolate, ci fanno provare piacere. Se non riusciste ad eccitarvi stimolando il vostro Punto G e il vostro Punto L, quindi, non sentitevi “sbagliati” … anzi: cogliete l’occasione per essere ancora più motivati nella ricerca e nella scoperta del vostro corpo; il piacere non ha limiti né pregiudizi!

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