Autoerotismo: tanti benefici, zero svantaggi

L’autoerotismo, più comunemente conosciuto con il nome di “masturbazione”...

...è una pratica tanto comune quanto stigmatizzata, sia per gli uomini che per le donne. Nonostante per alcuni individui rappresenti qualcosa di cui vergognarsi o, addirittura, un tabù, dobbiamo ammetterlo: ognuno di noi sa come e dove preferiamo essere toccati e questo, unito alle nostre fantasie più intime, rende l’autoerotismo la pratica più soddisfacente.

La masturbazione ha una storia lunga quanto il mondo.

Così come i bambini e le bambine cominciano a “toccarsi” molto prima di capire cosa stanno facendo, anche gli uomini primitivi avevano pian piano imparato a conoscere il proprio corpo con l’autoerotismo.
Esistono infatti pitture rupestri preistoriche e statue d’argilla del IV millennio a.C. che raffigurano uomini e donne intenti a masturbarsi; i Sumeri e gli Egizi consideravano l’autoerotismo qualcosa di magico, che gli stessi dei praticavano anche a scopo creativo; ad esempio, gli Egizi pensavano che il dio Atum avesse creato l’universo masturbandosi, e che i movimenti delle acque del Nilo dipendessero dalla frequenza delle sue masturbazioni.
Gli antichi Greci non ritenevano che l’autoerotismo fosse inferiore al rapporto sessuale, e anche in alcuni testi dell’epoca sono stati trovati riferimenti a vari dei che utilizzavano la masturbazione per alleviare le proprie sofferenze.
Nell’antichità, quindi, la masturbazione non era vista come qualcosa di negativo. Le opinioni della gente riguardo l’argomento cominciarono a cambiare intorno al 1712, quando un opuscolo anonimo attribuito al chirurgo John Marten ed intitolato Onania elencò i presunti effetti negativi dell’autoerotismo, che andavano dai disturbi dello stomaco al suicidio. Il titolo completo dell’opuscolo era “Onania: ovvero l'odioso peccato dell'autopolluzione e tutte le spaventose conseguenze per entrambi i sessi, con consigli spirituali e materiali per coloro che si sono già rovinati con questa pratica abominevole e opportuni avvertimenti ai giovani della nazione di ambo i sessi...”. Da quel momento in poi, si diffuse l’opinione che la masturbazione fosse un peccato, qualcosa di sporco, da condannare, con effetti decisamente negativi sulla salute della gente.
Solo negli anni ’40 e ’50 del ventesimo secolo, il sessuologo Alfred Kinsey riuscì a riabilitare la masturbazione come pratica del tutto normale. Nel 1980, il filosofo Michel Foucault sostenne che considerare la masturbazione come un tabù fu “uno stupro perpetrato dai genitori nei confronti dell'attività sessuale dei loro figli”.

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Al giorno d’oggi, quasi tutti sanno che l’autoerotismo non è dannoso, anzi è sano ed anche necessario, sia per gli uomini che per le donne. Nonostante ciò, molte persone sono comunque restie nel “confessare” di praticare l’autoerotismo. I motivi sono molteplici: negli uomini, la masturbazione viene spesso vista come un atto di solitudine. L’uomo viene considerato meno virile se “costretto a fare da solo”; basti pensare a quanto spesso sentiamo termini come “segaiolo” usati a mo’ di insulto. Per quanto riguarda la donna, il discorso è un po’ diverso; si tende a considerare un tabù l’autoerotismo femminile poiché la donna viene vista come un essere puro, senza macchia, che dovrebbe dedicarsi a ben altre attività. Noi, però, non viviamo più nel medioevo, e sappiamo che tutti questi punti di vista sono non solo infondati, ma anche dannosi e sciocchi. La masturbazione non rende gli uomini meno virili, né le donne (che si masturbano tanto quanto gli uomini) meno degne di stima.
Andiamo quindi a vedere nel dettaglio in che modo la masturbazione può giovare alla salute di tutti noi.

La masturbazione maschile.

Secondo il National Survey of Sexual Health and Behaviour dell’Università dell’Indiana, più del 23% degli uomini tra 25 e 29 anni si masturba dalle 2 alle 3 volte ogni settimana. Logicamente, i dati sono indicativi: non c’è un momento preciso in cui masturbarvi, né un numero “giusto” di masturbazioni settimanali. Molti uomini si masturbano ogni giorno, molti altri lo fanno solo quando sono stressati; l’importante è che non si arrivi alla masturbazione compulsiva, che provoca disagi relazionali ed individuali. L’autoerotismo maschile apporta dei benefici innegabili, che coinvolgono l’apparato riproduttivo e la vita di coppia.

Gli uomini che si masturbano almeno una volta al giorno hanno il 33% di probabilità in meno di sviluppare un tumore alla prostata, poiché più l’uomo si masturba, più c’è il ricambio di liquido prostatico; ciò previene di molto il rischio d’infiammazioni e infezioni. Se non si masturba regolarmente, l’uomo accumula sostanze cancerogene nella ghiandola, aumentando quindi il rischio di cancro alla prostata. L’autoerotismo è anche un importante esercizio contro la disfunzione erettile e l’eiaculazione precoce.

Contrariamente a quanto si può pensare, quando l’uomo si masturba aumenta il livello di testosterone e, quindi, il desiderio sessuale; inoltre, riduce l’eventuale ansia da prestazione e aumenta la durata del rapporto sessuale. Un altro punto importante della masturbazione maschile è il massaggio prostatico, che abbiamo precedentemente trattato in un altro articolo. Per riassumere, il Punto G degli uomini si trova vicino alla prostata, ed è raggiungibile tramite l’ano anche “in solitaria”. Permette di ottenere degli orgasmi più duraturi ed intensi e migliora la qualità dello sperma e la salute della ghiandola prostatica.

La masturbazione femminile.

L’autoerotismo è il migliore amico di ogni donna.

Tra tutti i benefici che questa attività comporta, è importante tenere a mente che il primo tra essi è il sentirsi bene con il proprio corpo. In una società che vuole le donne magre, ma con le curve, belle, ma non eccessivamente, di plastica ma anche naturali… è importante ritagliarsi dei momenti in cui volersi bene e, di conseguenza, voler bene al proprio corpo. Inoltre, quando vi troverete a letto con il vostro partner, saprete già come vi piace essere toccate. Un altro ottimo motivo per masturbarsi è che l’autoerotismo allevia di molto i dolori muscolari e mestruali, diminuendo i livelli delle prostaglandine responsabili dei dolori che le donne provano durante le mestruazioni. Abbiamo un antidolorifico naturale e senza controindicazioni, perché non usarlo? Molte donne, inoltre, si eccitano molto più facilmente durante i giorni del ciclo.

Questo accade perché in questi giorni diminuisce il progesterone, un ormone che ha un effetto “calmante” sul desiderio sessuale delle donne. Il flusso mestruale rappresenta anche un ottimo lubrificante naturale, che rende più facile e piacevole la penetrazione. Il desiderio sessuale delle donne aumenta anche durante la gravidanza, specialmente nel secondo trimestre. Ci si può masturbare durante la gravidanza? Assolutamente sì; anzi, gli orgasmi saranno anche più piacevoli, poiché l’aumento del volume dell’utero amplifica la sensazione di piacere che si prova al momento delle contrazioni provocate dall’orgasmo.

Come abbiamo visto per gli uomini, anche la masturbazione femminile previene alcune infezioni; questa pratica infatti abbassa il rischio di cistite nelle donne, grazie al ricambio dei fluidi che evita il proliferare dei batteri. Anche per le donne esiste un Punto G, del quale abbiamo parlato in un altro articolo; potrete trovarlo inserendo un dito all’interno della vagina; tra l’osso pubico e la vescica. Stimolarlo alla fine della masturbazione permette di sperimentare orgasmi più duraturi e piacevoli.

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La masturbazione è piacevole per tutti!

Oltre ai benefici precedentemente elencati sia per gli uomini che per le donne, ce ne sono alcuni validi per tutti. Masturbarsi è importante specialmente quando, per qualsiasi motivo, ci si trova in un periodo nel quale non si fa sesso. Farlo, infatti, aiuta a restare attivi sessualmente e a mantenere i tessuti più sani ed elastici e permette ai muscoli pelvici di lavorare, cosa che renderà anche più semplici tutti i futuri orgasmi.
Con l’autoerotismo permettiamo anche al nostro cuore di mantenersi in salute, diminuendo il rischio di patologie cardiache, che rappresenta una delle principali cause di mortalità per le donne. Come potrete immaginare e come avrete di certo sperimentato, masturbarsi è anche un ottimo modo per gestire ed alleviare lo stress e la tensione e conciliare il sonno; masturbarsi prima di andare a dormire, dopotutto, è un classico. Se lo facciamo appena svegli, invece, avrà l’effetto rigenerante di un caffè, permettendoci d’iniziare la nostra giornata con più energia.

Quando ci masturbiamo, il corpo rilascia endorfine ed altri neurotrasmettitori associati alla felicità, che aiutano a diminuire il senso di tristezza e a combattere la depressione; inoltre, l’ossitocina rappresenta un antidolorifico naturale, che aiuta con eventuali mal di testa, dolori muscolari e altri piccoli fastidi.
L’autoerotismo viene in aiuto anche di quelle persone che soffrono di una particolare sindrome, ovvero quella delle “gambe senza riposo”. Forse non ne avrete mai sentito parlare, ma si tratta di una malattia neurologica che causa formicolii e dolori alle gambe, pruriti e crampi, nonostante gli arti non siano a contatto con niente che possa provocare queste sensazioni. Diverse ricerche hanno dimostrato che i pazienti con questa sindrome riuscivano a trovare sollievo con la masturbazione.

L’autoerotismo, in breve, ha praticamente tutti gli stessi benefici del sesso: ci fa sentire meglio, mentalmente e fisicamente; ci aiuta a conoscere il nostro corpo, ad amarlo di più e, di conseguenza, ad amare meglio noi stessi e gli altri. Nonostante il nome, che letteralmente significa “contaminare con la mano”, la masturbazione non ha niente di sporco o di sbagliato. È, anzi, una delle poche pratiche senza effetti collaterali o controindicazioni.
Non stigmatizziamo quindi l’autoerotismo ma, al contrario, vediamolo come qualcosa di quasi sacro e consideriamolo come quello che è: un metodo per conoscere meglio noi stessi e gli altri.

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