Relazioni poliamorose: cosa sono?

Immaginatevi una situazione del genere: la vostra amica Carla è sposata da, diciamo, 5 anni.

È molto felice del suo matrimonio e sembra sempre soddisfatta. Ogni tanto, Carla esce la sera con il suo amico Giulio, dopodiché fanno sesso. Contemporaneamente, il marito di Carla ha una relazione parallela fissa con Claudio. Si tratta di tradimento da parte di entrambi? No: Carla, suo marito e i rispettivi partner hanno una relazione poliamorosa, dove ognuno dei partecipanti è consapevole di non essere l’unica “anima gemella” del partner.

Per poliamore, infatti, si intende una relazione che ammette la possibilità che una persona abbia più relazioni sentimentali e/o sessuali contemporaneamente, con il pieno consenso di tutti i partner coinvolti. Si oppone nettamente alla monogamia “forzata” come norma sociale necessaria e inevitabile.
Il termine è stato introdotto nell’articolo A Bouquet of Lovers di Morning Glory Zell-Ravenheart nel 1990, mentre due anni dopo Jennifer Wesp creò il newsgroup alt.polyamory.
Logicamente, le relazioni poliamorose esistono da molto prima dell’invenzione del termine, ma solo ultimamente si sta cercando di sdoganare i pregiudizi che le circondano. Al momento, solo pochi paesi consentono le unioni civili o i matrimoni tra più persone, perciò la maggior parte delle persone poliamorose è sposata con un partner, mentre con l’altro (o gli altri) resta semplicemente fidanzata; altri ancora, invece, preferiscono non sposarsi proprio.
Ad ogni modo, ci sono vari tipi di relazioni poliamorose, che differiscono l’una dall’altra per particolari più o meno importanti. Oltre alla poligamia, nella quale una persona sposa più coniugi, c’è ad esempio la polifedeltà, in cui le relazioni sentimentali e sessuali sono ristrette ad un particolare gruppo di partner; oppure, ci sono situazioni in cui si possono trovare reti di relazioni in cui sono sì tutti d’accordo, ma non tutti i partner hanno la stessa importanza e ve n’è uno “principale”.

Uno dei più grandi pregiudizi verso le relazioni poliamorose è che queste giustifichino il tradimento. Niente di più sbagliato; il poliamore, nato come una filosofia per contrastare la monogamia obbligatoria, si basa su valori molto precisi: fedeltà, lealtà, onestà, rispetto, comunicazione, dialogo, consenso e non-possesso.
Quando ci si ritrova in una relazione poliamorosa, ci sono delle regole da rispettare, come per ogni relazione. Se nella monogamia la regola principale è “non tradire” nel senso di “non andare a letto con nessun altro”, nelle relazioni poliamorose la regola “non tradire” ha un senso vagamente diverso, più profondo. Si tratta infatti principalmente di “non tradire” la fiducia dei partner; se i partecipanti ad una relazione di questo tipo sono tutti d’accordo, andare a letto con qualcuno fuori della cerchia dei partner è tradimento. Questo perché in un caso del genere i partner non erano d’accordo, non sono stati informati ed è stato fatto tutto alle loro spalle. Non c’è quindi una grande differenza con le relazioni monogame; la fiducia è la base di ogni tipo di relazione.

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Come già detto, inoltre, ogni relazione poliamorosa ha delle regole che vedono d’accordo tutti i partecipanti. Facciamo alcuni esempi: se una donna ha un marito e un fidanzato, questi due non devono per forza avere rapporti sentimentali o sessuali tra loro. In questo caso, la donna è il vertice della relazione poliamorosa, e tutti e due gli uomini sono d’accordo ad avere una relazione con la stessa donna. In questo caso, se uno di loro andasse a letto con qualcun altro, si tratterebbe di tradimento, poiché questa nuova persona non fa parte della relazione.
A volte, invece, accade che il partner di un poliamoroso sia monogamo; in questo caso, l’accordo potrebbe stabilire che il poliamoroso possa avere altre relazioni, ma solo a livello sessuale, per poi tornare a casa dal marito o dalla moglie.
Non importa, quindi, quanti siano i partecipanti, se ce ne sia uno principale e se le relazioni siano sessuali o romantiche; quello che deve esserci sempre e comunque è la fiducia, il rispetto, l’onestà e il dialogo.
Nonostante non siano molto “pubblicizzate”, specialmente in Italia, ci sono molte famiglie poliamorose che hanno dei figli. In questo caso, ogni membro fisso della relazione deve pensare al sostentamento dei bambini, proprio come se fossero tutti genitori biologici. In che modo questa relazione può avere effetti sul bambino? Semplice: il bambino viene amato da più di due persone. È così terribile?

Il poliamore, oltre che non avere niente a che fare con il tradimento, è diverso anche dalla coppia aperta. Quest’ultima, infatti, è composta da due persone che ammettono solo il sesso fuori dal matrimonio o dal fidanzamento, ma non l’innamoramento con terze persone. Le coppie aperte non hanno interesse nel sapere chi siano i partner sessuali della propria dolce metà; quello che importa è che, una volta concluso l’incontro, si torni entrambi a casa dalla persona che si ama davvero. Nel poliamore, invece, come abbiamo visto, è più comune che le relazioni siano formate da più di due persone che si amano o che comunque abbiano chiara la vita sessuale del partner.
Non si tratta neppure di una forma di liberazione del sesso, poiché la concezione del “sono poliamoroso, faccio sesso con chi voglio” è sbagliata e considerata tradimento.

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Un altro giudizio erroneo riguardo le relazioni poliamorose è che queste siano una “scusa” per sperimentare sesso omosessuale, lesbico, threesome, orge e altre pratiche del genere. Se un membro di una relazione monogama decidesse di punto in bianco di fare altre esperienze nella sfera sessuale, dovrebbe sempre parlarne con il partner, che può essere o meno d’accordo.
Molte relazioni poliamorose si trovano a spiegare spesso che non sono un punto di riferimento per scambisti, persone annoiate o con voglia di sperimentare: sono relazioni a tutti gli effetti.
Anche per questo è sempre molto importante il dialogo ed il consenso; potrebbero altrimenti venirsi a creare situazioni nelle quali un uomo vuole avere “la botte piena e la moglie ubriaca”, concedendosi “amicizie con benefici” con più donne, mentre magari alla moglie o alla fidanzata non è permesso di fare la stessa cosa.

Mi avvio alla conclusione ponendo l’attenzione su un altro concetto molto importante nelle relazioni poliamorose, che è quello del rifiuto dell’esclusività sessuale come condizione indispensabile per relazioni affettive profonde ed impegnate. Ovvero: voi sareste contenti se il vostro partner stesse con voi unicamente per il sesso? Non credo. Una relazione importante è basata su ben altri principi; il sesso è una parte importante, ma non l’unica. Basare una relazione unicamente sul “se non facciamo sesso significa che non stiamo bene insieme” è nocivo e limitato e, a lungo andare, può provocare grossi problemi alla coppia e ai singoli individui. Ecco quindi che il non-possesso dei poliamorosi (e, se vogliamo, anche delle coppie aperte) diventa una luce in mezzo al buio della possessività monogama; ti amo, ma non detieni l’esclusiva sul mio corpo o sulla mia sessualità.

Dal momento che la monogamia è la norma, e che c’insegnano ad avere un partner solo prima ancora d’imparare a parlare e a camminare, poliamorosi non ci si nasce: ci si diventa. Se siete in una relazione e sentite di avere bisogno di “qualcos’altro”, provate a parlarne con il vostro partner e a considerarla un’opzione. Prima di concludere una relazione, o peggio, di tradire la vostra metà, provate ad avventurarvi in questo tipo di relazioni; potreste scoprire di avere più amore da dare di quello che credete.

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